Via a ricostruzione sisma Alta Umbria: “Bene, ma non dimenticare sicurezza e comunità”

Via a ricostruzione sisma Alta Umbria: “Bene, ma non dimenticare sicurezza e comunità”

Filca Cisl Umbria esprime soddisfazione per l’avvio della ricostruzione nelle zone di Umbertide, Gubbio e Perugia a tre anni dalle scosse che devastarono quell’area.

L’avvio della ricostruzione segna la fine della fase emergenziale ed è una prima risposta alle oltre 200 famiglie che sono lontane dalle loro case. Comunità che nonostante i disagi ed il lungo percorso sono rimaste unite chiedendo una risposta alle istituzioni.

Per la ricostruzione privata si stimano 380 interventi per un fabbisogno che supera i 430 milioni di euro. Per quella pubblica sono previsti 34 interventi per oltre 40 milioni di euro. A questi si aggiunge, come ha spiegato la Regione un piano per la ricostruzione di 8 chiese fra Umbertide, Cenerente, Mantignana, Coltavolino, Rancolfo e Perugia.

“Questi interventi sono fondamentali – sottolinea il segretario generale Filca Cisl Umbria Emanuele Petrini – perché le popolazioni colpite da questo sisma, l’ennesimo che ha coinvolto la nostra regione, aspettavano da tempo una risposta. Bene anche l’intenzione di voler procedere in fretta, in modo da restituire presto le famiglie alle loro case. Filca Cisl Umbria però ricorda come resta fondamentale la sicurezza. Nessuna volontà pur nobile di accelerare la ricostruzione può far passare in secondo piano la sicurezza sul lavoro.

 Il controllo nei cantieri deve coinvolgere tutti i soggetti, introducendo clausole sociali e occupazionali nei bandi gara pubblici e privati, con l’obbligo di applicazione dei Ccnl di riferimento e il contrasto al dumping contrattuale. Serve una filiera pulita, tracciabile e qualificata, che premi le imprese le imprese virtuose e penalizzi quelle che puntano al massimo ribasso e allo sfruttamento. In questo Filca Cisl Umbria vigilerà con attenzione, anche attraverso gli strumenti attualmente vigenti, su tutti la patente a crediti della quale siamo stati insieme alla Cisl primi promotori.

Inoltre, serve una ricostruzione partecipata, dove la comunità locali non siano spettatrici ma protagoniste e il lavoro diventi leva per la coesione sociale, e non  invece un altro motivo di disuguaglianza. La ricostruzione non può essere solo fisica, ma anche giustizia sociale e ambientale. Perché senza sicurezza,  diritti e dignità del lavoro, non c’è vera ricostruzione”