Caldo, De Luca: “Necessario slittamento delle previsioni contrattuali”

Caldo, De Luca: “Necessario slittamento delle previsioni contrattuali”

Le temperature roventi stanno mettendo in difficoltà cantieri ma anche aziende umbre del comparto edile. Filca Cisl si è già mossa su questo a livello regionale chiedendo una ordinanza più dettagliata che non lasci fuori nessuno e sensibilizzando le aziende sulla sicurezza.

Ma anche nel resto d’Italia le cose non vanno meglio. Ottavio De Luca, segretario generale della Filca Cisl parlando al QN sottolinea cosa serve  in questo momento: “Nei cantieri e nelle cave si stanno verificando numerosi casi di malori legati al caldo e allo stress termico, con un aumento degli incidenti. I provvedimenti delle Regioni per lo stop ai lavori nelle ore più calde sono disomogenei e definiscono unicamente il comportamento. Riteniamo importante il recente provvedimento del Governo, inserito nel decreto infrastrutture. Siamo di fronte ad una strutturalità delle condizioni climatiche, non può più parlarsi di emergenza. Oltre a interventi sulla Cig, quindi, è necessario prevedere uno slittamento delle previsioni contrattuali, sia in merito ai lavori pubblici che a quelli privati, al riscontro di fenomeni climatici avversi”

De Luca sottolinea come l’esposizione prolungata ai raggi solari porti anche effetti a medio lungo termine, ad esempio la formazione di melanomi: “Garantire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro resta la priorità della nostra azione sindacale e deve vedere l’impegno di tutti: aziende, sindacato e istituzioni. In questa sfida per il lavoro di qualità non sono sufficienti le nuove tecnologie, ma bisogna mettere in campo misure organizzative efficaci, come la pianificazione degli orari di lavoro, la rotazione dei compiti, il coinvolgimento diretto dei lavoratori nella valutazione dei rischi”.

Dal canto suo, il segretario umbro Emanuele Petrini ribadisce una volta di più la necessità di azioni concrete ed immediate: “Vale la pena ribadirlo ancora una volta: la sicurezza non è un costo, bensì un investimento, perché un’azienda che mette i lavoratori nelle condizioni di operare in sicurezza, sicuramente avrà un valore aggiunto nella produttività. Ora che il Pnrr è finito e c’è la corsa a completare i cantieri, c’è ancora maggiore necessità di controlli accurati. Le informazioni raccolte attraverso le strutture territoriali evidenziano casi in cui si continua a lavorare senza un’adeguata rimodulazione degli orari, senza pause sufficienti, senza aree ombreggiate e senza tutte le misure organizzative necessarie a ridurre il rischio di stress termico, malori e infortuni. Questa condizione è in accettabile sempre, ma ancora di più in una regione come la nostra che paga da sempre un conto altissimo sul fronte delle morti bianche e degli infortuni sul lavoro”