Costruzioni e Pnrr: “Serve un piano unico per il futuro del settore”
Quali saranno le nuove sfide per l’edilizia? Il segretario generale nazionale Filca Cisl Ottavio De Luca lo dice chiaramente, in un articolo pubblicato sul quotidiano Avvenire.
“Il Pnrr – sottolinea – ha garantito circa 50 miliardi di fondi per il settore delle costruzioni. Questi interventi hanno avuto il merito di modernizzare il Paese, di garantire l’occupazione di qualità degli addetti e di sostenere la crescita economica italiana. Gli effetti proseguiranno anche nel 2026, ultimo anno del Pnrr; le risorse stanziate non saranno però sufficienti a garantire la tenuta del settore”
Da qui la proposta della Filca, secondo cui è necssario “un accordo per le costruzioni che permetta la creazione di un Piano unico”. Secondo De Luca serve “concentrare gli sforzi e investire sul lungo periodo per garantire gli interventi e continuare a sostenere il settore.”
La proposta della Filca Cisl
La proposta della Filca Cisl ha quattro punti chiave il Piano casa; la rigenerazione urbana; le infrastrutture; la lotta al dissesto idrogeologico
I primi due punti sono strettamente legati e Filca propone iniziative di partenariato pubblico-privato, per colmare i problemi abitativi: “In Italia – sottolinea De Luca – ci sono 1 milione e mezzo di famiglie che vivono in un grave disagio abitativo a causa soprattutto del continuo aumento dei canoni d’affitto”.
Sulle infrastrutture, termometro del progresso del paese, Se Luca sottolinea: “In Italia è in corso una fase straordinaria di infrastrutturazione: nel 2025 sono 483 miliardi di euro gli investimenti stimati, che corrispondono a un aumento dell’8% rispetto alle rilevazioni precedenti di agosto 2023. Tutti gli studi a disposizione evidenziano come il 95% della spesa previsionale faccia riferimento a opere ritenute strategiche e prioritarie per il paese e circa il 40% rientri tra i progetti commissariati e inclusi nel Pnrr.”
Infine, appunto la messa in sicurezza del territorio: “Bisogna agire in maniera preventiva, senza aspettare nuove devastazioni”, spiega De Luca ricordando come la quasi totalità dei Comuni italiani sia coinvolto.

La situazione dell’Umbria
Emanuele Petrini, segretario della Filca Cisl Umbria, sottolinea come la regione sia pienamente interessata in tutti questi aspetti: “Il nostro patrimonio immobiliare è vecchio di oltre 50 anni e necessità di una messa in sicurezza – sottolinea – Così come i recenti eventi atmosferici che hanno colpito zone della regione, particolarmente le frane che hanno investito varie zone della regione, confermano come sia assolutamente necessario un intervento di prevenzione che tuteli strade, infrastrutture, persone ed edifici”
Il quadro nazionale del comparto
Nonostante il volume degli investimenti, il settore, ricorda De Luca, manifesta segnali di difficoltà preoccupanti. Numerose imprese — sia di grandi dimensioni sia più piccole — registrano crisi rapide e spesso irreversibili, anche in presenza di commesse significative. Questo fenomeno, che la riforma del codice della crisi di impresa non è riuscita ad arginare del tutto, affonda le radici in una serie di distorsioni sistemiche.
Tra le cause principali ovviamente ci sono l’assenza di politiche industriali di settore, la scarsa marginalità per le imprese dovuta anche al ricorso al massimo ribasso, l’instabilità normativa e la carenza strutturale di programmazione. Si aggiungono l’aumento del costo delle materie prime, le lentezze nei processi di progettazione e realizzazione delle opere, e un sistema di aggiudicazione degli appalti in cui il 90% degli affidamenti avviene tramite procedure dirette o negoziate, con una marcata preferenza per il criterio del costo più basso, anche sulla manodopera.
“La risposta a queste criticità – sottolineano Petrini e De Luca – passa attraverso l’adozione di politiche industriali di settore serie e strutturate, con regole prevedibili definite almeno su un ciclo decennale. Si chiede inoltre una politica del rischio condivisa tra soggetti pubblici, imprese e sistema finanziario, e una filiera della progettazione in cui le aziende e l’industria dei materiali operino in modo integrato, superando la logica dei compartimenti stagni. Un elemento trasversale accomuna tutte queste proposte: la qualità del lavoro nei cantieri, a partire dalla sicurezza dei lavoratori, è condizione imprescindibile per la sostenibilità del settore nel lungo periodo”