Il welfare come leva sociale: “Benessere condizione essenziale, soprattutto in edilizia”- VIDEO

Il welfare come leva sociale: “Benessere condizione essenziale, soprattutto in edilizia”- VIDEO

Il welfare come nuovo modello di sviluppo e come leva per la crescita delle aziende, anche nel comparto edile. Questo il tema attorno al quale ruotava il convegno “Welfare è benessere, connessi per l’Umbria” organizzato da Filca Cisl Umbria e Cisl Umbria insieme con l’ordine dei consulenti del lavoro di Perugia presso la sala Formedil di Perugia. Contrattazione, partecipazione e nuovi modelli di crescita al centro degli interventi

Ad introdurre l’incontro, Emanuele Petrini, segretario generale della Filca Cisl Umbria, il quale ha spiegato come “per noi la persona deve essere il punto di partenza e il punto di arrivo di ogni politica del lavoro. Non parliamo di un concetto astratto ma di (0:16) una scelta concreta che orienta la contrattazione, la partecipazione e le relazioni industriali. Ogni persona è un individuo con la sua storia, con i suoi bisogni: è un padre o una madre che devono conciliare lavoro e vita; un giovane che cerca stabilità prospettiva, è un lavoratore anziano che ha bisogno di essere accompagnato verso pensioni. Nel settore delle costruzioni queste dimensioni emergono in modo ancora più evidente. Lavori fisicamente impegnativi, esposizione a rischi, mobilità, discontinuità lavorativa, lavori pesanti e disagiati. Qui il benessere diventa una condizione essenziale”

“Accanto alla partecipazione – ha sottolineato – c’è un altro elemento imprescindibile che è la partecipazione di lavoratori, imprese, sindacati: la partecipazione aumenta la responsabilità condivisa e rende il welfare più vicino ai bisogni reali delle persone e rende il welfare più vicino ai bisogni reali delle (persone. In questo contesto il ruolo dei consulenti di lavoro è centrale”

Petrini ha poi ricordato come il welfare vada calato nei territori, ancora più in una regione frammentata e che combatte contro il declino come l’Umbria: “Siamo una regione con un tessuto produttivo frammentato, un progressivo invecchiamento della popolazione e una difficoltà crescente nel trattenere giovani e competenze. In questo contesto il welfare può diventare uno strumento di politica territoriale, un welfare capace di sostenere la famiglia, favorire l’occupazione di qualità e contrastare lo spopolamento. Investire nel benessere della persona significa rendere l’Umbria più attrattiva, non solo per chi già vive e lavora qui, ma anche per chi potrebbe scegliere di restare contornare”.

Gli altri interventi

Coordinati da Vanni Petrelli, capo ufficio stampa della Filca Nazionale, si sono poi susseguiti i vari interventi. Eccoli in ordine.

Paolo Biscarini, presidente dell’Ordine dei Consulenti del lavoro di Perugia: “Offrire ai nostri lavoratori strumenti di welfare rende felici i lavoratori, che sono anche meno tentati da lasciare eventualmente un’azienda per andare su altre che possono offrire altre opportunità, di sviluppo o economiche. I lavoratori che sanno che non devono preoccuparsi del futuro, sia mentre lavorano sia quando andranno in pensione, lo faranno in maniera più serena e produttiva”

Raffaele Bruni, BM e C società benefit: “Le aree grigie, con persone che entrano in una zona con problemi non definitivamente, crescono sempre di più. Il welfare serve a fare in modo che queste persone possano rientrare nel mondo del lavoro quando avranno la possibilità. Il welfare è il tessuto sociale nei territori, perché consente di non perdere persone: senza di esso non reggiamo nei momenti di crisi”.

“In Italia ci sono soltanto poco più di 5000 società benefit e quasi nessuna parla di persone e di lavoro: questa è la sfida, anche per i sindacati: evitare che questi strumenti diventino soltanto una facciata. Per questo e perché il welfare sia davvero efficace, sia contrattuale e tenga dentro c’è bisogno del sindacato”.

Più tecnico l’intervento di Roberto Vinciarelli, consulente del lavoro, rivolto specificamente ad una platea di settore. Vinciarelli ha portato esempi di welfare puro e altri di welfare convertito in Pdr:  “Ci vuole una rivoluzione copernicana da parte delle risorse umane, mettendo a disposizione tutti i bonus, integrandoli con welfare aziendale, e prendendo in considerazione le esigenze dei dipendenti”, ha spiegato.

Alessandra Bertazzoni, relationship manager Day spa: “Il welfare territoriale è centrale perché dà risposte che il pubblico non riesce a dare, ci sono nuove esigenze e cresce la fascia di poveri anche fra i lavoratori. Welfare territoriale vuol dire  una integrazione fra pubblico, privato e servizi che viene a colmare necessità emergenti: famiglia e cura, salute, istruzione, mobilità. Si parla ai lavoratori, ma anche alle loro famiglie, con particolare attenzione alle donne”.

Laura Moro, dell’associazione Communitas afferente a Filca Cisl:  “I lavoratori hanno bisogno di rassicurazione: quello che prima era certo ora non lo è piu e questo crea una situazione di incertezza che si riflette sul lavoro e sul rendimento. Noi costruiamo col welfare percorso per creare una società più coesa e vivibile. L’Umbria può essere un forte territorio di sperimentazione, per cultura del sociale e situazione economica: vorremmo costruire una rete sul territorio”.

La tavola rotonda

A seguire si è svolta, sempre moderata da Petrelli, una tavola rotonda sul tema: “ Welfare come percorso di promozione del territorio umbro“, alla presenza del segretario generale regionale della Cisl Umbria Angelo Manzotti e di Paolo Biscarini dell’Ordine dei Consulenti di Perugia; Emanuele Pili dell’Università di Perugia ed i segretari generali regionali di Fim Cisl e Femca Cisl, Simone Liti e Simone Sassone.

“Bisogna uscire dalla logica del welfare come mera agevolazione fiscale: solo così si può agire sul fronte della contrattazione”, ha sottolineato Liti, portando poi come esempi virtuosi grandi realtà come Ast e Meccanotecnica Campello: “Ma quelle sono grandi aziende- ha spiegato – Bisogna ambire al welfare teritoriale per costruire reti che possono fornire servizi alla cittadinanza”

Sassone ha spiegato: “Investire sul welfare vuol dire investire sui giovani, per i quali questo è fondamentale, anche per arginare il turnover volontario e il fenomeno crescente delle grandi dimissioni. Lo stare bene in fabbrica è la richiesta delle nuove generazioni, ovvero conciliare vita e lavoro. Gli orari sono un nodo centrale e su questo le aziende sono spesso restie. Su questo dobbiamo lavorare, su una flessibilità in entrata ed uscita, centrale soprattutto in una realtà come l’Umbria”

“Oggi le politiche  contrattuali subiscono un’evoluzione, non si può, non si deve, non è opportuno contrattare solo salario- sottolinea la segretaria nazionale –  ma abbiamo delle necessità  che vanno oltre, quello di pensare al benessere dei lavoratori,  legato però necessariamente anche al territorio in cui vivono. Ragionare di benessere vuol dire però anche ragionare di  infrastrutture materiali e immateriali, di spopolamento delle zone montane, delle zone interne e quindi una serie di rete infrastrutturale che consenta ai  lavoratori di vivere e di sviluppare la loro attività e la loro vita nei luoghi  in cui sono nati. Il nostro sistema bilaterale è all’avanguardia perché i lavoratori edili sono nati come precari quando di precariato ancora non si parlava”.

Infine Angelo Manzotti, segretario generale della Cisl Umbria: “Il welfare va calato nei territori soprattutto perché un buon welfare può avere delle ricadute positive nel territorio. Una indagine che abbiamo fatto come sindacato interpellando quelle che sono le esigenze dei lavoratori ci dice che il 60%  vuole un welfare sanitario, il secondo come conciliare i tempi di vita tempi di lavoro, terzo aspetto è quello retributivo e il quarto è quello del benessere, considerato che il benessere lavorativo è uno strumento importante per la produttività ma soprattutto anche per un miglior clima aziendale”.

Nei prossimi giorni, approfondiremo i temi del convegno – che valeva anche come formazione per i consulenti del lavoro – con una serie di videointerviste. Qui sotto intanto, quella al segretario Emanuele Petrini