Manzotti e Petrini: “Costruire un ambiente favorevole per il lavoro dei giovani”

“Gran parte della forza lavoro, se guardiamo al 2029, sarà composta da millennials”. A parlare è il segretario generale della Cisl Umbria Angelo Manzotti, commentando lo studio della Cgia di Mestre. Il segretario generale evidenzia quali secondo la Cisl Umbria saranno le aspettative alle quali il mercato del lavoro si dovrà preparare. “Il nostro centro studi – afferma il segretario – ha evidenziato che se la priorità rimane quella retributiva, sicuramente chi si sta affacciando o si affaccerà nel mercato del lavoro chiede maggiore equilibrio tra i tempi di lavoro e quelli personali. Il clima aziendale – aggiunge – si attesta tra le priorità evidenziate”.
Prosegue Manzotti: “L’aspirazione del posto fisso, prioritario nella mia generazione, sta tramontando nei giovani. Questo – continua – anche se rimane irrisolta la questione del precariato, delle basse retribuzioni e della disparità di genere”. I giovani, secondo la Cisl, chiedono un lavoro che li rispetti e che valorizzi le proprie competenze. “E tutto questo – afferma il segretario – può essere raggiunto attraverso la partecipazione: un adeguato coinvolgimento dei lavoratori alle scelte aziendali”. La Cisl è consapevole che il mercato del lavoro sta cambiando, che molti lavori sono o saranno sostituiti da nuovi “Un processo, quello in essere – aggiunge -, che è anche dettato dall’introduzione dell’Intelligenza Artificiale, ma anche dalla non rispondenza sempre ben adeguata tra ciò che viene richiesto dal mercato e ciò che viene offerto dai lavoratori”.
Le proposte della Cisl Umbria
Secondo il segretario del sindacato, per accompagnare questo percorso sono necessari “un percorso di formazione continua con un pieno coinvolgimento degli enti bilaterali e l’attuazione di una vera e propria staffetta generazionale, dove gli over 55 potrebbero essere tutor dei più giovani. E poi rimodulare l’organizzazione del lavoro attraverso la contrattazione. E ancora, potenziare gli istituti professionali e Its per far uscire dalle scuole personale qualificato per le aziende. Dobbiamo quindi potenziare l’osservatorio sul mercato del lavoro per indirizzare le azioni formative per essere rispondenti alle esigenze dei territori”.
Questo proprio perché oggi la scuola fa fatica ad adattarsi al cambiamento in atto nel mondo del lavoro. Per la Cisl quindi va ripensata l’istruzione. “Guardare agli istituti superiori – spiega – in chiave professionalizzante per colmare gli squilibri sempre più evidenti. Ma questa misura non basta, non è sufficiente, non è risolutiva. Serve un patto con le forze sociali e le istituzioni per il lavoro e per l’occupazione, che getti le basi su un lavoro dignitoso, ben retribuito e sicuro. La ripresa economica non dobbiamo dimenticarlo, riparte dal lavoro”.
Le parole della Filca Cisl Umbria
Al pensiero del segretario generale del sindacato si accorda il segretario generale della Filca Emanuele Petrini, che centra: “Bisogna mettere il lavoro al centro, nella prospettiva di rendere l’Umbria attrattiva per i giovani – spiega – affinchè possano scegliere di restare nella regione e costruire qui il loro futuro. Questo vale anche in un settore come l’edilizia, che ha costante bisogno di manodopera qualificata. Per questo, accanto ad un piano di rigenerazione urbana o di ricostruzione nel caso delle zone colpite dal sisma, occorre creare un piano di sviluppo integrato che investa su viabilità e trasporti, servizi sanitari e scolastici, rilancio del turismo ambientale e culturale, innovazione digitale e connettività. Le opportunità ci sono, a partire dal recente inserimento dell’Umbria nella Zes. Se non si ragiona in questa prospettiva, qualunque intervento sul territorio rischia di restare vano”