Sicurezza sul lavoro, Umbria bifronte. Cancellaro (Inail): “Patente a punti molto utile”- VIDEO
Sul fronte infortuni sul lavoro, l’Umbria registra segnali contrastanti: da un lato il numero di morti sul lavoro scende in modo significativo, dall’altro le malattie professionali mostrano una crescita preoccupante, superiore alla media nazionale. Il settore manifatturiero si conferma il comparto più a rischio, con 1.229 casi denunciati nel solo 2025. Sono i dati dell’Inail Umbria, presentati nell’ambito dell’evento “Sicurezza, Salute e Ambiente di Lavoro”, organizzato da Filca Cisl Umbria e consulenti del lavoro di Perugia.
Gli infortuni sul lavoro complessivi in Umbria passano da 744 a 735 (-1,2%), un calo contenuto ma in controtendenza rispetto all’Italia, che registra invece un lieve aumento (+0,2%, da 41.800 a 41.905 casi). L’81% degli infortuni umbri è concentrato nella provincia di Perugia, dove i casi si mantengono sostanzialmente invariati (596, +0%).
Sul fronte dei casi mortali, gennaio 2026 segna un risultato eccezionale: zero decessi in tutta la regione, contro i 4 registrati nel gennaio 2025 (-100%). Un dato che si contrappone al -43,4% nazionale (da 60 a 34 morti), collocando l’Umbria in una posizione virtuosa nel confronto con il resto del Paese.
Diverso il quadro delle malattie professionali: a gennaio 2026 le denunce in Umbria salgono a 371, contro le 329 dello stesso mese del 2025 (+12,7%). La provincia di Perugia registra il balzo più netto, con 275 casi (+19,5%), mentre Terni si mantiene stabile a 96 (-3%). A livello nazionale, l’aumento si attesta al +14,4%.
Il quinquennio 2021-2025: mortalità giù, malattie professionali in forte crescita
L’analisi del periodo 2021-2025 restituisce una tendenza strutturale. Gli infortuni totali in Umbria sono aumentati del 13,5%, passando da 9.090 a 10.311 casi annui, contro un incremento del 6% a livello italiano. In termini assoluti, la regione conta mediamente 28 infortuni al giorno.
I decessi sul lavoro segnano invece una netta inversione: in Umbria si passa da 28 morti nel 2021 a 19 nel 2025, con una variazione del -32%, più marcata rispetto al -25% italiano. Attualmente, un lavoratore perde la vita ogni 20 giorni nella regione. A livello nazionale, la media è di 3 decessi al giorno.
Il dato più allarmante riguarda le malattie professionali: in cinque anni le denunce in Umbria sono quasi raddoppiate, passando da 2.308 nel 2021 a 4.350 nel 2025 (+88,5%). Un incremento superiore a quello nazionale (+78%, da 55.201 a 98.463 casi). Nel 2025, la regione conta mediamente 12 nuove denunce di malattia professionale al giorno.
Il videocommento di Gennaro Cancellaro
A commentare questi dati ai nostri microfoni è Gennario Cancellaro, responsabile delle attività istituzionali dell’Inail dell’Umbria, fra gli ospiti del convegno ospitato presso Formedil Perugia.
“Il trend è in discesa ma l’edilizia paga ancora un costo molto alto – spiega – La patente a punti sarà utile: siamo agli inizi di questo utilizzo e i risultati si vedranno”. Poi il monito: “Mai abbassare la guardia sulla sicurezza, anche negli appalti al ribasso”.
Di seguito la videointervista completa