Siucrezza, Filca Cisl parte civile nei processi per infortuni mortali: “Non si può mettere a rischio la vita”
“La Filca-Cisl continua a costituirsi parte civile in tutta Italia nei processi per infortuni mortali nei cantieri. Riteniamo sia un’azione utile a garantire la verità dei fatti e ad assicurare giustizia in tempi rapidi ai familiari dei lavoratori coinvolti”: Lo dichiara Ottavio De Luca, segretario generale della Federazione. “In edilizia si continua a morire – spiega De Luca – con una media di una vittima ogni due giorni. Noi non lasciamo soli i familiari”
Un tema caldissimo, quello degli infortuni sul lavoro, particolarmente in una regione come l’Umbria che paga un conto salato, come ricorda il segretario generale dell’Umbria Emanuele Petrini: “Non ci può essere paura di andare a lavorare, non ci può essere rischio per la vita – spiega – Sono dati che non possiamo accettare nel 2026: chi lavora non può uscire di casa pensando che forse non può tornarvi perché rischia di morire perché non si è investito sulla sicurezza o sulla formazione e dunque salire su un ponteggio diventa un rischio. Da questo punto di vista noi della Filca Cisl Umbria abbiamo messo in campo tutta una serie di strumenti, prima fra tutte la patente a punti, da noi fortemente voluta e continuiamo a monitorare la situazione. Occorre però fare squadra, perché su questi temi serve il supporto delle istituzioni”
Il quadro in Umbria, come ha recentemente ricordato Inail nel corso di un convegno sul tema ospitato presso la sede di Formedil a Perugia, vede un leggero calo delle vittime, ma una stabilizzazione del numero di infortuni sopra lee 10.000 unità annue, segnando un aumento del 13,5% rispetto al 2021. Con però una media ancora altissima: nel 2025 si è verificata una morte sul lavoro ogni 20 giorni.
“Parlare di sicurezza – dice Petrini – è uno sforzo da fare insieme, trasferendo la cultura della sicurezza alle nuove generazioni, ai millennials che nel giro di 4-5 anni prenderanno il posto di chi andrà in pensione. Parlare di sicurezza vuol dire parlare di produttività e quindi del problema economico grande che abbiamo, che è quello degli stipendi bassi. La Cisl da tempo propone la staffetta generazionale, anche per arginare la fuga dei giovani: questa non può prescindere dalla sicurezza. Per garantire la sicurezza nei cantieri noi proponiamo di potenziare la formazione e l’informazione, con il coinvolgimento degli enti bilaterali; di incentivare le aziende che investono in tecnologia; di diffondere la cultura della sicurezza, a partire dalle scuole”.