Tragedia a Valtopina muore operaio ventenne: “Indignarsi non basta, è ora di agire senza compromessi”
Drammatico incidente sul lavoro nella zona di Valtopina nella mattinata di martedì 27 ottobre. Dobbiamo purtroppo registrare la morte di un giovane operaio edile di 22 anni, nostro iscritto. Secondo una prima ricostruzione dei fatti il 22enne stava lavorando con uno schiacciasassi lungo uno sterrato e il mezzo si sarebbe ribaltato.
Inutili, purtroppo, tutti i tentativi di soccorso. All’arrivo dell’elisoccorso Nibbio il giovane era già deceduto. Sul posto i carabinieri, i vigili del fuoco e il personale della Usl Umbria 2.
I sindacati di categoria: “Basta compromessi”
Di seguito il comunicato unitario delle sigle Filca Cisl Umbria, Feneal Uil e Fillea Cgil
Aveva appena vent’anni, un’età in cui il lavoro dovrebbe permettere di fare progetti e costruirsi un futuro. Questa mattina, invece, un giovane operaio ha perso la vita mentre lavorava con un macchinario nella zona di Valtopina.
FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL Umbria esprimono profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia, agli amici e ai colleghi del giovane. Di fronte a una vita spezzata così presto, le parole sono necessarie, ma non bastano a esprimere il dolore.
«Non si può uscire di casa per andare al lavoro e non fare ritorno – affermano le tre organizzazioni sindacali –. Saranno gli organi competenti a ricostruire la dinamica e ad accertare eventuali responsabilità. Ma per ribadire che morire sul lavoro è inaccettabile non dobbiamo aspettare l’esito delle indagini».
Come sindacati delle lavoratrici e dei lavoratori delle costruzioni, chiediamo più controlli, formazione effettiva e continua, verifiche sull’utilizzo e sulla manutenzione dei macchinari e un rafforzamento degli strumenti di prevenzione. La tutela della vita deve guidare ogni scelta organizzativa, ogni lavorazione, ogni giornata di lavoro.
«Non possiamo indignarci il giorno di una tragedia e tornare alla normalità quello successivo – proseguono FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL Umbria –. Servono responsabilità precise e interventi concreti, senza compromessi dettati dai tempi di esecuzione o dalle esigenze economiche. Nessuna opera, nessuna scadenza e nessun risparmio possono valere più di una vita umana».
Oggi ci stringiamo a chi ha perso un figlio, un amico, un collega. Il rispetto per questo dolore impone anche un impegno che continui quando si spegneranno i riflettori. Non possiamo rassegnarci a considerare queste tragedie un prezzo inevitabile del lavoro.
A vent’anni si deve poter costruire il proprio futuro, non morire mentre si lavora per costruire quello degli altri”
Petrini: “Il suo ricordo resterà con noi”
Il segretario Filca Cisl Umbria Emanuele Petrini aggiunge: “Oggi il dolore è ancora più grande perché non perdiamo soltanto un lavoratore, ma un amico, una persona che faceva parte della nostra comunità.
Alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutti coloro che gli hanno voluto bene, la FILCA CISL si stringe con affetto e commozione, esprimendo le più sentite condoglianze.
Non possiamo e non dobbiamo abituarci a queste tragedie. La sicurezza non può essere considerata un costo, né un adempimento formale: è un diritto fondamentale, un dovere e un impegno che deve unire tutti, ogni giorno.
Il suo ricordo resterà nei nostri cuori e rafforzerà la nostra determinazione a continuare a lottare perché nessun lavoratore debba più perdere la vita mentre guadagna il pane per sé e per la propria famiglia. Ciao, amico nostro. Che la terra ti sia lieve”.