Dieci anni dal terremoto in Umbria: ricostruire il futuro, non solo i territori

Dieci anni dal terremoto in Umbria: ricostruire il futuro, non solo i territori

A dieci anni dal terremoto che ha colpito duramente l’Umbria, la Filca Cisl Umbria ritiene doveroso  ricordare quanto è stato fatto, ma anche e soprattutto interrogarsi su ciò che ancora resta da fare. Questa ricorrenza rappresenta un momento importante non solo per fare il punto sulla ricostruzione materiale, ma anche per riflettere sulla tenuta sociale ed economica delle comunità colpite

In  questi anni sono stati compiuti passi significativi nella ristrutturazione di abitazioni, edifici pubblici, scuole e luoghi simbolo: è stato un lavoro complesso che ha coinvolto istituzioni, imprese, lavoratori e cittadini. Tuttavia, la ricostruzione non può esaurirsi nella restituzione degli edifici alla loro funzione: ricostruire significa prima di tutto restituire un futuro ai territori.

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Mettere al centro le persone

Come Filca Cisl Umbria riteniamo fondamentale mettere al centro le persone e le comunità. Il rischio, altrimenti, è quello di avere borghi e paesi perfetti dal punto di vista edilizio, ma sempre più fragili sotto il profilo sociale, demografico ed economico.

Per scongiurare questo pericolo occorre rendere nuovamente attrattivi questi luoghi, creando le condizioni affinché giovani, famiglie e lavoratori possano scegliere di viverci e di costruirvi il proprio domani.

Una strategia integrata di sviluppo

Quello che serve quindi, è una strategia di sviluppo realmente integrata. La  ricostruzione di qualità deve andare di pari passo con il rilancio del territorio. Questo a nostro avviso deve passare innanzitutto attraverso il recupero della piena fruibilità dei servizi essenziali, come scuole, sanità e presidi sociali territoriali. In questo senso, riteniamo positiva la recente riattivazione delle case di comunità a Norcia e Cascia, presidi fondamentali in territori lontani dagli ospedali.

Servono poi politiche mirate a contrastare lo spopolamento e a sostenere l’economia locale. Questi territori, devono tornare attrattivi. Tutto questo passa anche da una modernizzazione delle infrastrutture: collegamenti stradali e ferroviari efficienti, mobilità sostenibile e rete digitale avanzata.

Investire nelle infrastrutture significa rendere i territori più vicini, accessibili e competitivi e permettere a imprese e investitori di guardare all’Appennino umbro come a un luogo in cui insediarsi, produrre e generare buona occupazione.

Dalla gestione dell’emergenza al futuro

La ricostruzione post sisma, quindi ad avviso della Filca Cisl Umbria, deve trasformarsi in un progetto lungimirante: non possiamo limitarci a ripristinare ciò che il sisma ha distrutto, ma dobbiamo porre le basi per uno sviluppo sostenibile e inclusivo.

La sfida, a dieci anni di distanza, è passare definitivamente dalla logica dell’emergenza alla pianificazione del domani. Un futuro in cui la sicurezza degli edifici, la qualità del lavoro, la capillarità dei servizi e la forza delle infrastrutture siano i pilastri di un’unica strategia.

La Filca Cisl Umbria continuerà a sostenere questa visione, perché ricostruire un territorio significa soprattutto ridare vita a comunità, lavoro e prospettive. Affinché questi luoghi non vengano ricordati soltanto per la tragedia del terremoto, ma tornino a essere scelti con convinzione per viverci, lavorare e investire.